PODCAST | Chiara Nicoletti intervista Elio Germano, attore del film Il signore delle formiche.
Attraverso Il Signore delle Formiche e il suo personaggio, Ennio, giornalista di L’Unità, a fine anni ‘60 unico a seguire il caso Braibanti con rispetto e dignità, Elio Germano ricorda che un giornalismo di inchiesta esiste e c’è sempre una scelta. Diretto da Gianni Amelio nel film presentato a Venezia 79 in concorso, l’attore analizza quanto la storia del poeta, soggetto ad una vera e propria persecuzione, dialoghi amaramente con l’oggi e dei pregiudizi di cui non ci siamo ancora liberati.
Il signore delle formiche: Un film sulla violenza e l’ottusità della discriminazione. L’amore sottomesso al conformismo e alla malafede. Uno spaccato della provincia italiana nei cruciali anni Sessanta, quando il benessere economico non andò di pari passo con l’intelligenza delle cose, con l’apertura dei sentimenti. La famiglia come luogo chiuso, dove i contrasti tra le generazioni restano accesi e conflittuali. Già la vicenda così com’è accaduta mostra aspetti inquietanti a oltre mezzo secolo di distanza. Lo spettatore si potrà domandare: come è stato possibile, come è potuto succedere? Anche se in apparenza oggi non ci si scandalizza più di niente, l’odissea del ‘signore delle formiche’ è di quelle che sanno di inquisizione, e ne abbiamo le prove ogni giorno. Perché nella sostanza non è cambiato molto. Dietro una facciata permissiva, i pregiudizi esistono e resistono ancora, generando odio e disprezzo per ogni ‘irregolare’. Ma non è più tempo di subire né di tollerare nessuna forma di sopruso verso gli individui meno protetti. E questo film vuole infondere il coraggio di ribellarsi.