We use cookies to enhance your browsing experience, serve personalized ads or content, and analyze our traffic. By clicking "Accept All", you consent to our use of cookies.
Customize Consent Preferences
We use cookies to help you navigate efficiently and perform certain functions. You will find detailed information about all cookies under each consent category below.
The cookies that are categorized as "Necessary" are stored on your browser as they are essential for enabling the basic functionalities of the site. ...
Always Active
Necessary cookies are required to enable the basic features of this site, such as providing secure log-in or adjusting your consent preferences. These cookies do not store any personally identifiable data.
No cookies to display.
Functional cookies help perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collecting feedback, and other third-party features.
No cookies to display.
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics such as the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
No cookies to display.
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
No cookies to display.
Advertisement cookies are used to provide visitors with customized advertisements based on the pages you visited previously and to analyze the effectiveness of the ad campaigns.
La regista Kim Hyun-jung racconta “My Best, Your Least”, film presentato in Concorso al Torino Film Festival
Al 42° Torino Film Festival FRED Film Radio ha incontrato la regista sud coreana Kim Hyun-jung per parlare del suo film presentato in concorso: “My Best, Your Least”.
Il conflitto
“My Best, Your Least” ruota attorno al rapporto conflittuale tra le due protagoniste, l’insegnante di liceo Hee-yeon e la liceale Yu-mi. Perché per Kim Hyun-jung era importante raccontare la loro relazione umana anche attraverso il conflitto? “Tra tutte le storie che trattano della gravidanza adolescenziale, credo che l’elemento differenziale del mio film sia la figura dell’insegnante e la sua reazione molto onesta. Quando scopre della gravidanza della studentessa credo che intimamente provi una certa empatia in quanto donna. Ma, visto che riprove il ruolo di insegnante, deve fare la cosa giusta.Inoltre ala sua impossibilità a restare incinta e un cero senso di colpa per non essere riuscita ad aiutarla escono in maniera esplosiva. E da quel momento si vede il suo supporto nei confronti della ragazza”.
Tra reputazione e vergogna
Attraverso la gravidanza della studentessa protagonista in “My Best, Your Least” si parla di reputazione e vergogna. Perché era importante per Kim Hyun-jung trattare anche questo tema, specie in relazione alla società coreana? “Il tema della gravidanza adolescenziale viene trattato dai media in modo negativo. È stato così negli ultimi dieci anni e non ci sono stati grandi cambiamenti. Vedendo una situazione così statica, ho sentito l’esigenza di cambiare questa visione e ho cercato di comunicarlo tramite il film”.
Il tema della maternità
Al Torino Film Festival quest’anno sono molti i film che parlano di maternità. Secondo Kim Hyun-jung perché questa tematica è tornata così centrale in parti diverse del mondo? “Nel passato credo che la maternità sia stata affrontata come qualcosa di ovvio, normalmente presente nelle donne. Ma i tempi sono cambiati e sappiamo che non è così. Credo sia il motivo per il quale questa tematica sia trattata a livello internazionale. L’amore nei confronti del proprio figlio può essere comunque, ma le reazioni che ne derivano posso essere diverse in base ai vari individui. È quello che ho cercato di esprime nel film. Prima parlare di queste tematiche era un tabù, oggi se ne può discutere”.
play_arrow
“My Best, Your Least”: intervista alla regista Kim Hyun-jungManuela Santacatterina
Hee-yeon, un’insegnante di liceo devota al suo lavoro, sembra condurre una vita tranquilla. Tuttavia, presto si trova a fronteggiare alcune sfide personali legate alla sua infertilità e ai problemi con la costruzione della nuova casa. Come se non bastasse, una sua studentessa, Yu-mi, rimane incinta. Assecondando le richieste dei colleghi, Hee-yeon la consiglia, seppur a malincuore, di abbandonare la scuola, convinta che sia la soluzione migliore. Quando però rimane incinta lei stessa, la situazione cambia completamente e Hee-yeon inizia così ad aprirsi con Yu-mi, sperimentando una complicità che non aveva mai provato prima.
Luci dell’avanspettacolo di Francesco Frangipane, fuori concorso al 41° TFF e scritto da Steve Della Casa e Antonio Ferraro, è un viaggio nel tempo, dai Cafè Chantant degli anni Trenta ai cabaret dei giorni nostri.
Osas e le donne di Benin City di Gabriele Gravagna, al 41 TFF, racconta Osas Egbon, la presidentessa della prima associazione italiana contro lo sfruttamento della prostituzione.
Con "La Palisiada" di Philip Sotnychenko il cinema ucraino porta a casa il premio più ambito, quello del Miglior Film, con un film di genere, un thriller che racconta un episodio di storia recente, di una attualità impressionante.
Il Lovers Film Festival celebra 40 anni con 70 film da 26 Paesi, ospiti internazionali e omaggi a icone del cinema LGBTQI+. Diretto da Vladimir Luxuria, dal 10 al 17 aprile al Cinema Massimo di Torino.
Il Bolzano Film Festival Bozen (4-13 aprile 2025) celebra la sua 38ª edizione con un programma internazionale e locale ricco di film e ospiti tra cui Alba Rohrwacher e Christian Petzold.